Fondazione Prada

[English version to follow shortly] Finalmente siamo andate a fare una visita alla Fondazione Prada, il nuovo spazio (dopo quello di Venezia) voluto da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, dedicato all'arte contemporanea, all'architettura, al cinema e alla danza.

La Fondazione sorge negli spazi di una vecchia distilleria dei primi del 900 in una zona un pò decentrata, ma facilmente raggiungibile in macchina o con i mezzi pubblici. Il nuovo spazio ha la particolarità di far convivere gli edifici esistenti, sapientemente recuperati, ma innovati nelle forme con tre di nuova costruzione il Cinema, il Podium e la Torre, quest'ultima ancora in fase di completamento. Il risultato è una bellissima area di 19.000 mq2 in cui girovagare ammirando gli eleganti edifici e la pluralità di ambienti, perdersi alla scoperta di grandi opere, proposte e suggestioni, rilassarsi nei vari cortili che collegano tra di loro gli edifici. 

La Fondazione ospita installazioni permanenti pensate e realizzate specificamente per gli spazi dove sono esposte. Troviamo le opere di Robert Gober e Louise Bourgeois nell'edificio Haunted House (edificio di quattro piani esternamente rivestito di uno strato di foglia d'oro), con accesso limitato e solo su prenotazione sul posto,  l'opera Processo Grottesco di Thomas Demand, riproduzione 3D in cartone di una grotta dell'Isola di Maiorca e la bellissima mostra di John Baldessari dal titolo "John Baldessari. The Giacometti Variation. Si tratta di un omaggio a Giacometti, con colossali figure (sono alte quattro metri e mezzo) ispirate alle esili donne del grande scultore svizzero, ma dalle proporzioni ancora più allungate, vestite di abiti disegnati dallo stesso Baldessari che danno vita ad una sorta di sfilata di moda.

Nella grande sala dell'ala nord troviamo pezzi della collezione privata dei coniugi Prada; la sala grande è sicuramente quella più notevole, con tantissimi lavori dei più noti e quotati artisti italiani ed internazionali che vanno dagli anni 60 del 900 ad oggi, da Fontana, alla Accardi, Castellani, Tancredi, Koons, appesi uno di fianco all'altro sulle tre gigantesche pareti.

Non poteva mancare Damien Hirst (sempre discutibile), con la sua originale installazione dal titolo Lost Love, una vasca cubica piena di pesci vivi con dentro un lettino ambulatoriale e altri oggetti femminili e chirurgici. 

Diciamo che se non si è esperti, una guida è necessaria, anche perchè nessuna delle opere esposte è supportata da testi a lato che aiutano nella comprensione; in alternativa segnaliamo la disponibilità dei giovani in divisa rigorosamente scura che  che vigilano le opere d'arte, ma sono in grado di dare informazioni sulle medesime ai visitatori più curiosi, essendo laureati o studenti di beni culturali, archeologia, storia dell'arte. 

Molto piacevole la pausa al Bar Luce, caffè dal gusto retrò, ideato dal regista Wes Anderson (per chi l'ha visto è quello di Grand Hotel Budapest) che rende omaggio ad uno dei simboli di Milano, la Galleria Vittorio Emanuele, riprodotta nelle decorazioni di pareti e soffitti.

Prada ha pensato anche ai bambini con il progetto Accademia dei Bambini, area dedicata al gioco, alla creatività e all'apprendimento con laboratori a tema che si tengono nel weekend.  

Sicuramente un luogo da visitare con mente aperta, senza pregiudizi e senza schemi tradizionali! 

 

 

 

0
Largo Isarco 2 20135 Milano
02 54670515
info@fondazioneprada.org

Location